"Sempre a pedalare sulla bicicletta, andavi in giro a cercare i giovani nascosti nei fienili e negli scantinati, e li convincevi ad andare con i partigiani. 

Non basta nascondersi, dicevi, occorre liberarlo, questo disgraziato paese." L’immaginazione e la memoria storica di Pino Cacucci sono affollate di ribelli...
reading teatrale 

(dedicato a Misiano Barbieri)



Vincitore del premio Piero Chiara 2012
Vincitore del premio Minerva 2012
NESSUNO PUO' PORTARTI UN FIORE
di Pino Cacucci, ed. Feltrinelli


Voce Mauro Bertozzi
Alla chitarra Tiziano Bellelli
Al violino Emanuele Reverberi
Immagini a cura di Lidia Scalabrini

...Non sono necessariamente eroi a tutto tondo. Non hanno necessariamente il rigore ideologico di una dottrina o il vigore di una fede politica. 

Non sono necessariamente entrati nella fama che si trasforma in leggenda. Hanno però una caratteristica comune: incarnano in un gesto o in una vita intera l’insofferenza profonda per il conformismo e l’ingiustizia. 

Quelli di Pino Cacucci sono spesso ribelli contro la loro stessa volontà e corrono incontro al destino con innamorata leggerezza. In questo libro si racconta di Horst Fantazzini, rapinatore gentiluomo, protagonista di tentate evasioni disastrose. Si racconta della bellissima e sfrontata Edera De Giovanni, che sfida, diciannovenne, il gerarca fascista, finisce in carcere, ne esce, prende contatti con i dirigenti della lotta di liberazione, viene catturata, torturata e fucilata a Bologna. 

Si racconta di Antonieta Rivas Mercado, pioniera appassionata di cultura nel Messico degli anni venti, travagliata da amori infelici e suicida a Parigi (si spara in Notre-Dame). 

Si racconta di Clément Duval, anarchico illegalista, teorico della rivolta e dell’esproprio, condannato ai lavori forzati alle Isole della Salute, che provò a fuggire via mare almeno una ventina di volte. 

Si racconta di Sylvia Ageloff, strumento ignaro nelle mani di Ramón Mercader per entrare nell’entourage di Trockij e assassinarlo. 

Si racconta del bandito Sante Pollastro, cantato anche da Francesco De Gregori. E del partigiano francese Louis Chabas detto Lulù, che combatté nelle Langhe, esperto in travestimenti.

Come in un’antica canzone di rivolta, Antonieta, Clément, Edera, Horst, Lulù, Sante, Sylvia, ci vengono incontro uno dopo l’altro, vivissimi, per chiedere la giustizia della memoria.